Credo non sia periodo per facili ipocrisie, domani, 1° maggio, si festeggerà qualcosa che oramai non c’è più, il lavoro ed i lavoratori. I dati divulgati parlano chiaramente, l’11,5% di disoccupati sul totale nazionale con una terrificante punta del 38,4% per l’occupazione giovanile. Come IDV siamo decisamente preoccupati, per vari motivi. Il Governo appena insediato ha parlato di molte azioni, ma nulla sostanzialmente che riguardi il lavoro. Crediamo che nei primi punti si potesse inserire l’abbassamento di IRAP ed IRPEF come ottimi punti di partenza per dare respiro a cittadini ed imprese, più che il “congelamento” da non confondere con l’abolizione, dell’IMU. Anche perché la mossa dell’IMU appare molto come uno scaricabarile sugli enti più vicini ai cittadini, ossia i Comuni. Insomma, bella figura con poca spesa per il Governo centrale, problemi traslati sul locale. Come IDV riteniamo inoltre fondamentale rivedere e riformare tutto ciò che ruota attorno agli enti di formazione, oramai salvadanai ricettori di finanziamenti, più che reali ausili a disoccupati per ricollocarsi sul mercato del lavoro. Quindi, risulta veramente difficile pensare a domani come ad un giorno di festa, perché le festività devono poter esser vissute come tali dai cittadini per esser reali, non basta la spunta rossa sul calendario.
Sandro Mandini