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	<title>Italia dei Valori Forlì-Cesena</title>
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		<title>La silenziosa piaga del gioco compulsivo</title>
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		<pubDate>Wed, 09 May 2012 10:44:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Servizio Stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella serata dell’8 maggio ’12, nella Saletta BCC di via Carlo Bruni a Forlì, si è tenuto il primo dei due incontri promossi dal Gruppo Assembleare Italia dei Valori, denominato “ La fabbrica delle illusioni Il gioco d’azzardo: un fenomeno sociale, economico e culturale in grande espansione”. Ha aperto i lavori Giancarlo Biserna, Vice Sindaco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella serata dell’8 maggio ’12, nella Saletta BCC di via Carlo Bruni a Forlì, si è tenuto il primo dei due incontri promossi dal Gruppo Assembleare Italia dei Valori, denominato “ La fabbrica delle illusioni Il gioco d’azzardo: un fenomeno sociale, economico e culturale in grande espansione”.<br />
Ha aperto i lavori Giancarlo Biserna, Vice Sindaco del Comune di Forlì, che ha illustrato ai presenti le motivazioni dell’iniziativa: un grido di allarme che intende portare alla luce i devastanti effetti che la ludopatia arreca non solo a chi ne è colpito ma anche all’interno delle loro famiglie.<br />
Il silenzio della politica non può tollerarsi; ecco quindi l’impegno dell’IDV a livello locale, regionale e nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica e le Istituzioni a monitorare e contrastare i danni derivanti dal gioco d’azzardo.<br />
Al riguardo, è stata letta la mozione, promossa dal gruppo regionale IDV, approvata dal Consiglio Regionale Emilia Romagna, quale atto di impegno, nei confronti della cittadinanza, a promuovere e sostenere una politica efficace di aiuto ai cittadini e alle Istituzioni interessate.<br />
Momento di intensa commozione si è, poi, creato con l’intervento del rappresentante dei Giocatori anonimi, gruppi di auto ascolto e aiuto spontaneamente creatisi su tutto il territorio nazionale.<br />
Il percorso della dipendenza è stato raccontato da chi ne è stato vittima con l’intensità e, a tratti, la spietatezza che solo chi ne ha sofferto, potrebbe esserne così lucidamente capace.<br />
Da giocatore sociale, attraverso meccanismi che non è possibile riconoscere, si diventa dipendenti dal gioco tanto da non “guardare le foglie verdi degli alberi“, dal raccontarsi e raccontare bugie sul tempo trascorso nelle sale da gioco e sui soldi sottratti al proprio patrimonio familiare per placare la fame del gioco compulsivo.<br />
“ Io sono un giocatore compulsivo” è stato affermato e non un ex giocatore compulsivo, perché forte è la coscienza della dipendenza e dei rischi evidenti o subdoli di questo disturbo sulla propria personalità.<br />
La svolta è arrivata, possiamo dire, dall’amore.<br />
La moglie, i figli, un amico tendono una mano e chiedono il cambiamento, la necessità per non perdere del tutto anche gli affetti più sinceri, di aiutarsi e farsi aiutare, di urlare il proprio disagio affidandosi all’altro.<br />
Giocatori anonimi nasce da questa necessità: ascoltarsi e aiutarsi attraverso i gruppi di auto aiuto. Fratelli che, liberamente, si riuniscono per condividere, inizialmente, il dolore e poi la speranza di uscire dal tunnel della dipendenza.<br />
L’associazione Papa Giovanni XXIII, con l’intervento di Bartolomeo Barberis, ha proseguito, poi, con l’esposizione delle varie esperienze di recupero dei giocatori compulsivi che l’associazione, come per tante altre forme di dipendenza, porta avanti da decenni.<br />
Inoltre, nel corso dell’audizione presso la Commissione Affari Sociali della Camere, che li ha visti protagonisti, sono stati raccolti e divulgati i dati di questo fenomeno in allarmante crescita su tutto il territorio nazionale. Cifre, per così dire, sconvolgenti che fanno riflettere sulla necessità improcrastinabile di intervenire a livello sociale e sanitario.<br />
Il Direttore del Sert di Forlì, dr. Edoardo Polidori, coadiuvato dalla dr.ssa Licia Versari, psicologa del Servizio, ha poi spiegato e chiarito alla platea il fenomeno della dipendenza, sia specifica dal gioco d’azzardo che generale, ed i meccanismi atti a generare la compulsione e la coazione a ripetere comportamenti auto distruttivi correlati ad un’iniziale quanto pericolosa sensazione di piacere .<br />
Sono state illustrate, infine, le varie fenomenologie esistenti, le dipendenze frequentemente tra di loro associate ed i metodi di recupero avviati dal Servizio.<br />
Ha chiuso i lavori Gianfranco Francia, assessore della Provincia di </p>
<p>Forlì–Cesena con un intervento di sintesi dei vari interventi tenutisi nella serata e con il rinnovato invito a tutte le Istituzioni ad impegnarsi costantemente e, a tutti i livelli di competenza, nel contrasto del dilagante fenomeno del gioco d’azzardo, piaga sociale meritevole di attenzione da parte di tutti.<br />
In conclusione, si può affermare che si è trattato di un incontro ricco di emozioni, spunti di riflessione e di condivisione di esperienze che proseguirà il prossimo 18 maggio con un altro appuntamento” Lo stato Bisca “ che avrà per relatori:il senatore IDV Luigi Li Gotti, il consigliere regionale IDV Liana Barbati e l’autrice del libro “ Lo Stato Bisca “, Carlotta Zavattiero.</p>
<p>Marina Modesti</p>
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		<title>La fabbrica delle illusioni</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 21:05:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Montebello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I giornali e le vetrine delle ricevitorie spesso rilanciano notizie di roboanti vincite che sistemano per la vita i fortunati vincitori. Per una sera invece vorremmo dare voce alle difficoltà delle tante persone che la dea bendata non assiste”. Cosi Tommaso Montebello, segretario provinciale IDV, introduce i contenuti dell’incontro pubblico che si svolgerà martedi 8 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">I giornali e le vetrine delle ricevitorie spesso rilanciano notizie di roboanti vincite che sistemano per la vita i fortunati vincitori. Per una sera invece vorremmo dare voce alle difficoltà delle tante persone che la dea bendata non assiste”. Cosi Tommaso Montebello, segretario provinciale IDV, introduce i contenuti dell’incontro pubblico che si svolgerà martedi 8 maggio presso la saletta della Banca di Forlì dal titolo “Le criticità sociali del Gioco d’azzardo”.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dott Polidori, direttore del SERT della AUSL di Forlì accompagnato da altri psicologici del servizio pubblico, e un rappresentante della comunità “Papa Giovanni XXII” racconteranno le loro esperienze sul tema della LUDOPATIA.<br />
Nonostante che il numero di “giocatori compulsivi” in cura presso queste strutture pubbliche e private sia in crescita esponenziale, chi ha il coraggio di avvicinarsi rappresenta soltanto la punta dell’iceberg di un disagio molto diffuso.<br />
E’ atteso l’intervento anche di un esponente dell “Associazione Giocatori Anonimi” che spiegherà le finalità delle terapie di autosotegno, già attivate sia a Cesena che a Ravenna.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Vicesindaco Biserna del Comune di Forlì, l&#8217;assessore provinciale Francia e l&#8217;assessore Piraccini del Comune di Cesena interverranno poi spiegando i fenomeni di micro e macro criminalità legati al gioco d’azzardo.<br />
Montebello conclude che “Non sarà soltanto una serata di denuncia ma anche un momento per formulare propo­ste per la prevenzione sociale di questi “danni” che poi cosi “collaterali” non sono”.</p>
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		<title>UN FENOMENO IN CRESCITA : LA LUDOPATIA.</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 16:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Servizio Stampa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.emiliaromagna.italiadeivalori.it/siti/fc/wp-content/uploads/2012/04/lupomadia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-11027" title="Businessman at Card Table" src="http://www.emiliaromagna.italiadeivalori.it/siti/fc/wp-content/uploads/2012/04/lupomadia-267x300.jpg" alt="" width="267" height="300" /></a></p>
<p>Sempre più spesso i media raccontano gesti di “ordinaria disperazione” legati alla pratica incontrollata del gioco d’azzardo. Solo pochi giorni fa, l’auto-denucia di un Cesenate che, in 6 mesi, ha bruciato varie decine di migliaia di euro sui siti di scommesse “on line”. Descriveva se stesso come un vegetale, incapace di dominare i suoi impulsi al gioco compulsivo. Un’altra famiglia che oltre ad aver subito una perdita economica consistente, dovrà aiutare questo giocatore compulsivo ad uscire dal tunnel della dipendenza. Ciò che assurge agli onori della ribalta rappresenta solo la punta dell’iceberg di un disagio che molti giocatori vivono quotidianamente, spesso anche in modo inconsapevole e nella propria solitudine. La Ludopatia è una vera e propria &#8220;piaga sociale” che cresce a livelli esponenziali; difficile non soltanto da contrastare ma persino da censire : nessun alito pesante, nessun postumo da sbornia ed a differenza dell’alcoolismo, fino al sopraggiungere della fase acuta non sussistono sintomi evidenti ed “il giocatore compulsivo spesso pensa di se come un essere debole moralmente o semplicemente “non buono” (auto definizione, dal sito dell’ “Associazione giocatori anonimi”). In pochi anni un’offerta sempre più complessa ed articolata di giochi d’azzardo ha invaso la nostra quotidianità ad un ritmo di espansione sbalorditivo: “Gratta e vinci”, “slot machine”, “enalotto”, “VLT”, scommesse sportive, casinò e poker on line. Grazie all’elettronica e alle telematica, i ritmi di gioco diventano sempre più serrati e i nuovi prodotti hanno sostituito rapidamente le vecchie abitudini italiane (“totocalcio”, “lotterie nazionali”e il “lotto”). Oggi la ”fabbrica delle illusioni” produce qualche vincita e tante speranze di rivincita senza soluzione di continuità, 24 ore su 24.</p>
<p>Il fenomeno è talmente vasto ed importante che, ad esempio, gran parte dei fondi destinati alla ricostruzione post terremoto in Abruzzo sono stati reperiti grazie all’introduzione di una nuova forma (“video lotterie”) di gioco d’azzardo. Nonostante tutto questo però il gioco clandestino ed illegale non sembra affatto in flessione e, perlomeno nella nostra provincia e regione, sembra rimanere una tipologia di crimine spesso alla ribalta delle cronache locali.<br />
Italia dei valori ha deciso di organizzare a Forlì un “momento di riflessione”: due incontri pubblici dedicati al tema del gioco d’azzardo. Il primo incontro si terrà l’8 maggio e sarà dedicato a cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica prima che siano gli eventi tragici a farlo. Daremo voce non solo agli operatori medici e sociali ma anche ai giocatori stessi. Sarà anche l’occasione per ribadire l’impegno del nostro Partito che da tempo si adopera affinché Stato e Regione Emilia Romagna stanzino adeguate risorse per far emergere e curare queste patologie. Si porrà anche l’attenzione sull’importanza della prevenzione, ad oggi quasi del tutto ignorata se non da alcuni generici ed obbligatori richiami al “gioco responsabile” fatti frettolosamente alla fine degli spot pubblicitari. Ci occuperemo anche dei piccoli e grandi fenomeni malavitosi che si vi ruotano attorno. Si pensi, soprattutto, al riciclaggio di denaro sporco e allo strozzinaggio.</p>
<p>Il secondo incontro si terrà il 18 maggio dove analizzeremo le funzioni cruciali e contrapposte che lo Stato assolve in materia di gioco d’azzardo. Egli ha il compito di regolamentare la materia e contemporaneamente di svolgere anche il ruolo di principale imprenditore, spesso monopolista, del settore. I “costi sociali” del gioco d’azzardo analizzati durante la prima serata non possono non essere considerati in qualche modo una conseguenza diretta o indiretta delle scelte del legislatore. Il modello proposto non può essere solamente quello dello “Stato paternalista” che vigila sulla condotta morale dei cittadini limitandone le libertà individuali. E’ però lecito interrogarsi su quali controlli debbano essere esercitati su chi eroga questi servizi ed anche se le modalità di erogazione siano sufficientemente garanti della salute dei cittadini. Interverranno alla serata come relatori la giornalista Carlotta Zavattiero, autrice del libro inchiesta “lo stato Bisca”, la Presidente del gruppo assembleare IDV in regione Emilia-Romagna Liana Barbati, autrice e prima firmataria della risoluzione su gioco d&#8217;azzardo presentata da IDV ed approvati in regione Emilia Romagna, il Senatore Luigi Li Gotti, primo firmatario di un disegno di legge depositato in parlamento sul tema del gioco d&#8217;azzardo e del ruolo dello Stato in questo campo.</p>
<p>Italia dei Valori Forlì</p>
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		<title>L’IDV raccoglie firme per abolire i rimborsi elettorali</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 08:25:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Montebello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anche in Provincia di Forlì-Cesena l’Italia dei Valori organizza una serie di gazebo e banchetti a partire da sabato 21 aprile. A Cesena potrete trovarci dalle ore 09.00 in Piazza Giovanni Paolo II davanti alla Cattedrale, a Forlì presso il Conad Ravaldino dalle ore 9:00 alle 12:30, presso la Coop Curiel dalle 9:00 alle 12:30 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/Uk4ZLk-Pxc0?rel=0" frameborder="0" width="420" height="236"></iframe></p>
<p style="text-align: justify;">Anche in Provincia di Forlì-Cesena l’Italia dei Valori organizza una serie di gazebo e banchetti a partire da sabato 21 aprile. A Cesena potrete trovarci dalle ore 09.00 in Piazza Giovanni Paolo II davanti alla Cattedrale, a Forlì presso il Conad Ravaldino dalle ore 9:00 alle 12:30, presso la Coop Curiel dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 18:30.</p>
<p style="text-align: justify;">“No i miei soldi ai partiti”. E’ questo lo slogan scelto dall&#8217;Italia dei Valori per promuovere una raccolta firme a sostegno di un progetto di legge d&#8217;iniziativa popolare per abolire il rimborso elettorale ai partiti.</p>
<p style="text-align: justify;">Le aziende chiudono, i giovani non riescono a trovare lavoro, i pensionati e le famiglie non riescono ad arrivare alla fine del mese nonostante le tante rinunce. Gli unici conti ad essere in attivo sono quelli dei partiti. Non è più possibile. E&#8217; il momento di dire basta a questo spreco enorme di denaro pubblico. Dobbiamo spingere la politica a realizzare la riforma dei partiti in chiave democratica e di trasparenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi dell’Italia dei Valori proponiamo una forte riduzione dei rimborsi futuri, che si elimini l’ultima rata di giugno, 160 milioni di euro, da destinare all’assistenza sociale e si preveda una autorità indipendente che certifichi la validità delle spese, si fissi un tetto sulla base delle spese dei partiti, con un versamento che avvenga a posteriori e che sia documentato e controllato dalla Corte dei Conti.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la voce dei cittadini che reclamano un cambiamento immediato dei partiti si unirà alla nostra, potremo evitare che la vecchia politica vinca ancora.</p>
<p><a href="http://www.italiadeivalori.it/download/category/23-materiale" target="_blank">Qui</a> puoi trovare il testo della proposta di iniziativa popolare</p>
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		<title>IDV aderisce allo sciopero CGIL</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 11:19:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Montebello</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="alignnone" src="http://silviabencivelli.it/wp-content/uploads/2010/11/sciopero8xb.jpg" alt="" width="483" height="257" /></p>
<p style="text-align: justify;">Italia dei Valori aderisce allo sciopero indetto dalla CGIL contro la riforma del lavoro. Il Governo Monti invece di prendere provvedimenti a favore della crescita ha dato priorità ad una riforma del lavoro intempestiva e inadeguata. Come se non bastasse il PDL, principale partito della strana maggioranza, appoggiando la linea di Confindustria chiede addirittura di cancellare gli unici interventi positivi contro la precarietà.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; sotto gli occhi di tutti che i provvedimenti necessari sono ben altri, anche perché se la flessibilità fosse la soluzione a tutti i mali l&#8217;economia della nostra provincia dovrebbe volare considerando che nell&#8217;ultimo anno il 90% dei nuovi contratti è a tempo determinato. Per quanto riguarda la modifica degli ammortizzatori sociali è la riforma stessa a dimostrare che l&#8217;impostazione è inadeguata alla situazione odierna visto che l&#8217;ASPI andrà a regime nel 2017.</p>
<p style="text-align: justify;">I veri problemi sono la corruzione dilagante, l&#8217;eccesso di burocrazia ed i ritardi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione che soffocano le piccole e medie imprese provocandone la chiusura, Italia dei Valori lo denuncia da tempo senza essere ascoltata. Per fortuna Monti ha interrogato sulla questione l&#8217;Emiro del Qatar che è stato lapidario: gli investitori stranieri non scelgono l&#8217;Italia a causa dell&#8217;alto tasso di corruzione e non perchè il mercato del lavoro è troppo rigido. Speriamo almeno lui sia riuscito a convincerlo.</p>
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		<title>Pagni Idv: Intervento in Consiglio Comunale sul bilancio</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 08:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Servizio Stampa</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grazie, Presidente. Stiamo discutendo del documento di bilancio 2012 e il relativo maxiemendamento con la consapevolezza che questi testi aprono ovviamente la discussone su una situazione grave dal punto di vista nazionale, sotto il profilo economico, e sulla quale pesano i tagli, le tante, troppe politiche finanziarie e di rigore decise prima dal Governo Berlusconi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.emiliaromagna.italiadeivalori.it/siti/fc/wp-content/uploads/2012/04/cesena3.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-11001" title="cesena3" src="http://www.emiliaromagna.italiadeivalori.it/siti/fc/wp-content/uploads/2012/04/cesena3-300x215.jpg" alt="" width="300" height="215" /></a></p>
<p>Grazie, Presidente. Stiamo discutendo del documento di bilancio 2012 e il relativo maxiemendamento con la consapevolezza che questi testi aprono ovviamente la discussone su una situazione grave dal punto di vista nazionale, sotto il profilo economico, e sulla quale pesano i tagli, le tante, troppe politiche finanziarie e di rigore decise prima dal Governo Berlusconi e poi dal Governo Monti. Tutto questo in una crisi che non è certo risolta e dove si hanno pure dei dubbi sull’avvio di una fase nuova, diversa e comunque di ripresa stabile e duratura. La nostra amministrazione ha reagito all’approvazione della legge finanziaria correttiva del luglio scorso con proteste, dichiarando l’ insostenibilità di quei tagli agli enti locali, però voglio ribadire che contemporaneamente alla manifestazione di disaccordo, ci siamo rimboccati le maniche: sin dallo scorso luglio si è iniziato a pensare a questo bilancio che sapevamo sarebbe stato duro, si sono susseguiti incontri con le varie categorie nell’intento di impostare un bilancio rigoroso certo, ma anche condiviso e trasparente, un lavoro durato mesi seguendo la bussola che orientava all’equità.</p>
<p>Quello di cui discutiamo oggi, con le caratteristiche dell’oggi, non è questione che riguarda e riguarderà soltanto il 2012, riguarderà anche i prossimi anni perché la mia opinione è che la frattura che sta vivendo Cesena, che sta vivendo l&#8217;Italia, che sta vivendo l&#8217;Europa con le altre nazioni del mondo abbia un carattere di durevolezza. Spiego ancora meglio: la fuoriuscita dalla crisi, che dura ormai da quattro anni farà sì che l&#8217;approdo a lidi diversi ci obbligherà a dare risposte diverse. Noi non usciremo dalle condizioni di difficoltà se utilizzeremo gli stessi strumenti di lettura che abbiamo oggi e le stesse prefigurate soluzioni. Se lavoriamo con strumenti e soluzioni conosciute, consuetudinarie, rischiamo di non trovare una soluzione al problema che abbiamo di fronte, anche se questa si muove sempre dentro alla stessa cornice.<br />
E’ necessario anche non essere soli, ma chiamare tutta la collettività ad uno sforzo convergente e policentrico. Sono consapevole che questo è davvero il tempo della chiarezza e della concretezza, e che di tempo non ne abbiamo molto. Sono convinta che, a partire dall’approvazione di questo bilancio, si potrà aprire una discussione vera e non strumentale al servizio dello sviluppo, non solo di Cesena ma lo sviluppo di un territorio più ampio nei confini. Non stiamo vivendo tempi normali e avverto costantemente che il tempo ci impone una forte accelerazione. E’ evidente che non tutto dipende da noi e dobbiamo esserne anche umilmente consapevoli. E’ evidente che sto riferendo a tutta una politica di Area Vasta e della Romagna metropolitana, politica tutta ancora da pensare e impostare.<br />
Da questa decisione, da questi confronti e accordi possono dipendere una parte significativa del futuro della città, del suo benessere, della sua equità sociale.</p>
<p>Il quadro attuale è molto preoccupante: ci sono i più deboli che saranno ancora più deboli, un ceto medio che sarà molto meno medio, nel senso che sarà molto più impoverito e il vertice della piramide della ricchezza che sarà ancora più acuminato, molto più stretto, ma quello più stretto sarà molto più ricco di quello che conosciamo oggi.</p>
<p>In un rapporto Censis è stata posta questa domanda:<br />
Cosa dovrebbe essere messo subito al centro dell’attenzione collettiva per costruire un’Italia più forte? Queste le risposte del campione:<br />
Per più del 50% la riduzione delle diseguaglianze economiche.<br />
Moralità e onestà (55,5%)<br />
Rispetto per gli altri (53,5%). Questi sono i valori guida indicati dalla maggioranza degli italiani.<br />
Ed emerge la stanchezza per le tante furbizie e violazioni delle regole. L’81% condanna duramente l’evasione fiscale: il 43% la reputa moralmente inaccettabile perché le tasse vanno pagate tutte e per intero, per il 38% chi non le paga arreca un danno ai cittadini onesti.<br />
Ebbene, sono convinta che con questa previsione di bilancio l’amministrazione stia andando proprio nella direzione indicata dalla maggioranza degli italiani. E voglio partire proprio da qui: dal rafforzamento della lotta all’evasione fiscale e agli affitti irregolari Anche nel 2012 il comune di Cesena proseguirà la collaborazione con la Guardia di Finanza, con l&#8217;invio di tutte le dichiarazioni Isee per un controllo incrociato dei dati, e con l&#8217;Agenzia delle Entrate.</p>
<p>Nell’ultimo rapporto CENSIS c&#8217;è una parte che De Rita dedica ai servizi sociali e dice chiaramente che nei prossimi tre anni i comuni italiani, tutti, non avranno bilancio per i servizi sociali. La nostra amministrazione manifesta in questo bilancio un&#8217;attenzione particolare a tali servizi, non prevedendo nessun aumento per le tariffe, anzi, non volendo, a ragione, un comune minimo prevede un aumento di risorse per sociale e scuola, andando anche a compensare servizi che non sarebbero di competenza comunale.<br />
Questi due ingredienti, fondamentali per l’amministrazione, sono stati mantenuti, tenuti assolutamente fermi.<br />
Troppo piccolo? È tutto quello che possiamo consentirci.</p>
<p>La necessità di rientrare da un debito pubblico non più sopportabile, anche per il futuro dei nostri figli, di un ridimensionamento dei nostri livelli di benessere, che certo dobbiamo mettere nel conto, ci deve spingere a riproporre con più determinazione ancora il tema della crescita. Noi della maggioranza abbiamo cominciato a parlarne in questo consiglio, ancor prima che se ne parlasse a livello nazionale. Abbiamo avuto coraggio di mostrare ed illustrare dati economici negativi, sostenendo sin dall’insediamento di questa assise della grave crisi economica che si stava stabilizzando in Italia e quindi, come è inevitabile anche a Cesena, dando anche occasione per consigli comunali aperti sul lavoro, caratterizzati talora da elementi polemici di alcuni consiglieri che siedono all’opposizione.<br />
Dicemmo allora e lo ripeto anche oggi che la globalizzazione in corso non ci può fare star fermi, non bastano i nostri punti di forza tradizionali: artigianato, agricoltura, né ci si può limitare a parlare di impresa in modo generico.</p>
<p>E’ necessario concentrare le risorse che abbiamo a disposizione. Non condivido la politica che si limita a spalmarle su un’infinità di imprese e di progetti. E non perché siamo in un periodo di crisi. Ho sempre pensato a quella modalità come ad un enorme spreco da condannare perché non meritocratico. Dobbiamo procedere ad indicare progetti specifici sui quali crediamo, sui quali ci possano essere possibilità di sviluppo su cui indirizzare prevalentemente le risorse. E qui entriamo nelle politiche della crescita dove in bilancio sono appunto previsti fondi (complessivamente 700.000 euro) per le nuove idee imprenditoriali giovanili e per la stabilizzazione del lavoro.<br />
Bisognerà che da questi progetti innovativi si incentivi soprattutto il trasferimento tecnologico all’impresa, favorendo la nascita ma soprattutto la trasformazione di nuove attività di impresa e una progressiva creazione di posti di lavoro qualificati.<br />
Io credo che questa sia una grande sfida, innanzitutto per il mondo dell’università e per il mondo della ricerca, il più grande patrimonio di risorse umane che abbiamo in Italia, una Alma Mater universalmente riconosciuta, e che noi abbiamo il compito di mettere in contatto con i nostro produttivo, il nostro territorio.<br />
Non è la prima crisi economica che colpisce il nostro Paese dal dopoguerra. Ma in questa crisi ci sono comportamenti e scelte individuali degli imprenditori che non favoriscono certo la ripresa. Nelle crisi precedenti le imprese hanno sempre risposto con una riorganizzazione, con una modernizzazione, con cambiamenti a volte anche forti e netti per riprendere e riagganciare il mercato. Adesso l’impresa tutta e anche l’impresa del nostro territorio, con solo alcune eccezioni, è rimasta ferma, basita, passiva, senza mettere in atto forme di innovazione.</p>
<p>L’ amministrazione sostiene e continuerà a sostenere le nostre imprese anche attraverso una maggiore spesa corrente dei consorzi fidi per l’accesso al credito. Anche qui vale lo stesso discorso: troppo piccolo il fondo previsto? È tutto quello che possiamo consentirci.</p>
<p>I periodi di crisi economica portano anche una ricerca all’illegalità considerata come soluzione.<br />
Io invece penso diversamente: noi dobbiamo puntare, per chi vuole investire nei nostri territori, alla certezza del diritto. Chi già lavora o chi viene nei nostri territori ad investire, rispetta le leggi, le regole e i pareri vincolanti, è il benvenuto. Considero infatti la legalità di un territorio un passo avanti nella nostra capacità di attrattività, già prima rispetto alla qualificazione dei lavoratori.<br />
Il nostro sviluppo non può essere solo materiale ed economico: ai giovani, che non sono certo il problema per una società ma la risposta ai problemi, ai nostri problemi di dinamismo economico e sociale, di crescita, di innovazione, di internazionalizzazione. Si comincia a capire che senza i giovani nei posti chiave non ce la facciamo: nell’industria, nella società, nell’economia, e anche nella politica. Se questa regione, questa città ha bisogno di correre, allora ha bisogno di energie nuove e fresche, ha bisogno di giovani motivati dal desiderio di mettersi alla prova, di sperimentarsi, di realizzare fisicamente il proprio slancio vitale e questa è un’energia, che hanno i giovani.<br />
Per quello che mi riguarda, lo dico subito così come l’ho espresso in precedenti consigli comunali, questo obiettivo di futuro per i giovani è una mia ossessione che rinnovo ogni mattina quando vedo i miei studenti impegnati sui libri e fiduciosi ascoltano la lezione. E’ una mia ossessione che ripeterò fino alla nausea al sindaco, alla giunta e all’intero consiglio comunale.<br />
Dev’essere il punto a cui riusciamo ad arrivare soprattutto non solo per trovare lavoro, ma prima ancora per la loro qualificazione. Abbiamo una organizzazione scolastica e formativa completamente da rivedere, in totale dissonanza con le richieste del mercato lavorativo. Una terribile riforma Gelmini che ha puntato tutto sui licei mentre, e sempre la storia ce lo insegna, in momenti di crisi sono i tecnici e la formazione laboratoriali ad essere competitivi. Sono tematiche non di competenza comunale e riconosco all’amministrazione che in una situazione come questa il grido del No al comune minino, prevedendo aumenti di risorse per la scuola, ci pone in una dimensione di adeguatezza morale oltre che politica. Perché ritengo che quando c’è una crisi di questa portata i tagli vengono fatti sia dal centro destra che dal centrosinistra. La differenza, anche storica sta nelle scelte politiche che sono diverse. Le politiche di centro sinistra e mi riferisco principalmente a regioni come la Toscana e l’Emilia Romagna hanno sempre creduto e quindi investito in scuola (materna e nido), cultura e lavoro.<br />
L’equità non si risolve solo ed esclusivamente con la proporzionalità contributiva e tributaria. Questo è il primo gradino. E’ equo affermare: chi più ha, più paghi. Ma l’equità si realizza anche successivamente con le scelte politiche da fare. Ebbene io trovo in questo bilancio di previsione 2012, gli altri gradini dell’equità sociale che ha origine, sempre, dall’accesso alla cultura, alla scuola, al lavoro. Accessi tutti che garantisce un principio di uguaglianza e di dignità tra i cittadini.</p>
<p>Ma riprendo un attimo il discorso sul fatto che abbiamo bisogno di energie nuove e fresche così come ho espresso precedentemente abbiamo bisogno anche di forte motivazione e mi permetto di aggiungere abbiamo bisogno di chi è spinto dalla fame, dalla voglia di riscatto e di emancipazione, provenendo da altre parti lontane del mondo, e proprio per questo mette in gioco tutto se stesso e la sua famiglia per una speranza dignitosa.</p>
<p>Può apparire una provocazione, ma non lo è. Dobbiamo politicamente vedere ed agire su questa forza.<br />
Analizzando i dati locali viene da pensare che l’apparato produttivo, o almeno un pezzo importante dell’apparato produttivo, sia sostenuto da questi lavoratori. Ma viene anche da auspicarci che, anche con il loro forte contributo, seppur in modi diversi e tempistiche diverse, possa almeno in parte ripetersi, quello straordinario sviluppo di piccole imprese, di artigianato produttivo e di servizi, che tanta parte è stato e può essere per il futuro della nostra economia locale.</p>
<p>Questo sarà un banco di prova decisivo per lo sviluppo, ma anche per la coesione e per democrazia. È mia opinione che noi dobbiamo vivere questo processo restando aderenti ai nostri valori.<br />
Noi veniamo da decenni nei quali si è operata un’imponente redistribuzione della ricchezza a danno della parte più debole della società. I salari sono fermi e diminuisce il potere d’acquisto, aumenta il precariato, la disoccupazione e la cassa integrazione, per il 2012 si prevede ormai un anno di recessione e di aggravamento ulteriore di questi dati. Le famiglie vivono con sempre maggiori difficoltà. È un quadro molto preoccupante, molto diverso da quello che consideravamo soltanto quattro o cinque anni fa. Siamo di fronte ad un passaggio cruciale, le differenze sociali, lo sappiamo, quando si accentuano oltre il giusto riconoscimento del merito e dell’impegno, quando vanno oltre ciò, le differenze sociali sono causa di tensioni, di disgregazione del senso di appartenenza alla comunità, di dolore e di solitudine e spingono verso egoismi e conflitti.<br />
E qui è importante riscoprirsi comunità condividendone i problemi e la cura. Un banco di prova di questa risorsa, di questa forza, ci è stata data dalla risposta dei cittadini riguardo al nevone.<br />
In quei giorni è venuto meno un laccio culturale costruito negli anni dal governo di centro destra, il laccio dell’individualismo. Il nevone è stato un propulsore di nuova socialità, di incontro, di conoscenza tra i cittadini, di scambio, di comunicazione, e anche di aiuto e altruismo. Molti mi dicevano: sto meglio qui a faticare assieme a voi che comodamente seduto in poltrona a guardare la tv, come faccio da anni.<br />
Quel nevone ci ha fatto capire quanto siano da riscoprire modalità di incontro, nuove occasione di scambio, un modo nuovo per conoscerci e scoprirci. Dico nuovo ma rettifico subito: un tipico modo romagnolo di convivenza, di cordialità, di chiacchiere. A coloro che chiedono di arretrare davanti alla pedonalizzazione del centro e la nuova Piazza della Libertà dico no! Quella è un’opera da realizzare perché non è stata mai pensata come “semplicemente bella” . Non è una statua, un abbellimento per la città che in un periodo di crisi è saggio posticipare per risparmiare. Quella piazza, assieme alla pedonalizzazione del centro è stata pensata, voluta ed approvata perché si inserisce in quadro di nuova socialità, proponendo nuove modalità, nuovi tempi e nuova qualità dell’incontro.</p>
<p>Assumere decisioni in tema di politica fiscale è sempre esercizio alquanto delicato: occorre costantemente tenere un giusto equilibrio tra la necessità di erogare i servizi e quella di non gravare troppo sul reddito disponibile dei cittadini. E lo è ancora di più per un ente locale come il Comune, ed a maggior ragione per un Comune come quello di Cesena, dove il rapporto con i cittadini è stretto, quotidiano e responsabilizzante.<br />
Ecco la parola chiave: “responsabilità”. Chi sceglie di assumere decisioni difficili, per il bene comune, se ne assume direttamente la responsabilità e ne risponde di fronte ai cittadini. Ciò con la nuova tassa comunale, l’IMU, pensata per la prima volta dal Governo Berlusconi, e poi messa nero su bianco dal Governo Monti, non sarà possibile.<br />
Le Amministrazioni comunali sono infatti chiamate alla “decisione” di fissare le aliquote, cioè di stabilire quanto gravare sulle finanze dei cittadini. Ma siccome una buona parte dell’imposta la incasserà lo Stato e non i Comuni (per semplificare diciamo almeno la metà del gettito sulle seconde case), le Amministrazioni locali per ottenere lo stesso gettito fiscale che avevano in precedenza dall’ICI (comprensivo dei trasferimenti sostitutivi sulla prima casa), gli stessi introiti insomma, dovranno aumentare le aliquote. Per assicurarsi la parità di effetti sulle entrate del bilancio comunale, e dunque semplicemente le stesse risorse impiegate fino ad oggi per erogare i servizi fondamentali, i Comuni dovranno aumentare la tassazione sui cittadini. E si consideri che in questo contesto la sacrosanta necessità di tutelare la prima casa, non gravando troppo su di essa, dovrà per forza scaricarsi sulle altre categorie, senza però portare alcun beneficio finanziario ai Comuni. In definitiva si tratta di una sorta di tassazione per interposta persona, come se lo Stato dicesse: tu Comune ti assumi la responsabilità della scelta impopolare, scelta della quale non puoi fare a meno, ne rispondi di fronte ai cittadini, però poi un pezzo del “guadagno” me lo prendo io. Insomma lo Stato tassa i cittadini, obbligando però i Comuni a metterci la faccia. Senza poi considerare che se un Comune, malauguratamente, dovesse decidere di aumentare gli introiti, anche in quel caso un pezzo della differenza se la prenderebbe lo Stato.<br />
Ma non finisce qui: i Comuni dovranno pagare loro stessi l’IMU allo Stato, su tutti i loro immobili non destinati a “compiti istituzionali”.<br />
Giustamente i cittadini si chiedono: ma non era una tassa comunale?<br />
Ciò che dunque emerge con chiarezza è che questa IMU con il federalismo fiscale, con quel percorso di progressiva riduzione dei trasferimenti statali da tempo in atto in nome dell’autonomia impositiva dei comuni, insomma con tutto quel chiacchierare sul fatto che ogni ente deve assumersi direttamente la responsabilità di chiedere denaro ai cittadini e di dimostrare di averlo speso nel modo giusto, davvero non c’entra proprio nulla.</p>
<p>Per onestà intellettuale, è necessario sfatare il mito che sia il governo Monti che ha rimesso l&#8217;IMU sulla prima casa. In realtà il governo attuale ha solo anticipato una imposta che aveva già previsto e votato il governo Berlusconi. Infatti il decreto sul federalismo fiscale municipale è stato approvato il 3 marzo 2011 e ha ridisciplinato l&#8217;imposta comunale sugli immobili a cui ha dato il nome di IMU.<br />
Tale imposta era prevista per il 2014, ma già con il decreto correttivo esaminato dal Consiglio dei ministri il 25 ottobre il governo Berlusconi, sotto pressione dell&#8217;Europa, &#8211; con la famosa clausola di salvaguardia -, ne aveva anticipato l&#8217;attuazione al 2013.<br />
Si era tentato in questo modo di rimediare al grossolano errore che aveva tolto l&#8217;ICI sulla prima casa, unica e vera tassa veramente federale. Ma si sa che per prendere i voti bisogna pur escogitare qualcosa.<br />
Quel provvedimento ha causato un vero e proprio danno per le casse comunali, essendo quell&#8217;imposta la principale fonte di finanziamento.<br />
E&#8217; stato calcolata una perdita di tre miliardi all&#8217;anno per i Comuni.<br />
Poi tutto è precipitato e il governo Monti ha anticipato ancora di un anno l&#8217;applicazione dell&#8217;IMU, che pertanto è entrata in vigore già quest’anno.<br />
Che tutto fosse già scritto dal precedente Governo, lo dimostrano pure le dichiarazioni dello stesso Berlusconi che, alle proteste della Lega Nord ha candidamente affermato: “Mi sembra strano. L&#8217;IMU era prevista nell&#8217;ipotesi di federalismo fiscale”.<br />
Allora c&#8217;è da chiedersi, così come giustamente mi chiedono molti cittadini:<br />
1) se di anno in anno si fosse proceduto all&#8217;incasso dell&#8217;imposta in modo piano e regolare, saremmo arrivati al punto attuale?<br />
2) se la situazione riguardante i conti dello Stato è così critica, non è stata forse causata anche da chi ora si straccia le vesti, ritenendosi non responsabile della grave crisi di oggi?</p>
<p>Pare appena il caso di ricordare che, se pur con altri nomi e altre modalità di riscossione, l&#8217;imposta sulla casa è applicata nei maggiori Paesi occidentali: Gran Bretagna, Belgio, Germania, Francia, Spagna, U.S.A.</p>
<p>Si critica, si protesta, si invoca la disubbidienza per questa imposta e nulla si dice, ad esempio, sull&#8217;IVA che già con il Governo Berlusconi aveva avuto un aumento dell&#8217;1%. Si prospetta un nuovo aumento del 2% in autunno. Questa sì è un&#8217;iniquità, poiché va a colpire<br />
tutti i beni, indiscriminatamente, compresi quelli di prima necessità.<br />
Solo l&#8217;aumento già avvenuto dell&#8217;1% ha provocato rincari notevoli, in particolare per i generi limentarti e i carburanti.: cosa accadrà con il 2%?</p>
<p>C’è poco da stare allegri perché la risposta è scontata: ci saranno ulteriori notevoli aumenti.</p>
<p>Ho concluso Presidente.</p>
<p><strong>Cinzia Pagni</strong><br />
<strong> Consigliera Comunale Idv Cesena</strong></p>
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		<title>Guard Rail, presto i primi risultati di una battaglia portata avanti da IDV</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2012 16:19:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Servizio Stampa</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.emiliaromagna.italiadeivalori.it/siti/fc/wp-content/uploads/2012/04/Guard-rail.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10996" title="Guard rail" src="http://www.emiliaromagna.italiadeivalori.it/siti/fc/wp-content/uploads/2012/04/Guard-rail.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a></p>
<p>&#8220;La Provincia sta per installare in via sperimentale i primi <strong>guard rail salva motociclisiti</strong> e questo è frutto dell&#8217; impegno da parte dell&#8217;assessorato, del Presidente e della Giunta che hanno recepito<strong> l&#8217;ODG presentato dal gruppo IDV in Provincia</strong> (approvato il 23Ottobre 2010) dove si chiedeva un piano volto ad aumentare la sicurezza dei motociclisti anche verificando l&#8217;installazione di nuove tipologie di guard rail&#8221;. E&#8217; quanto dichiarano la capogruppo in Provincia<strong> Giovanna Perolari</strong> e <strong>Tommaso Montebello, Segretario provinciale di Italia dei Valori.</strong><br />
Italia dei Valori ha presentato inoltre una mozione per chiedere alla regione Emilia Romagna di dirottare alle Province e ai Comuni, in base alla popolazione o alle effettive riscossioni, parte consistente degli introiti dai bolli auto per finalità di messa in sicurezza delle strade di competenza e per l&#8217;informazione ed educazione stradale a tutte le fasce della popolazione.<br />
&#8220;Siamo consapevoli delle difficoltà di bilancio&#8221; dichiara la capogruppo Perolari &#8220;per questo abbiamo chiesto di individuare i tratti più pericolosi e predisporre un piano che ci permetterà nel tempo di intervenire per stralci in base alle disponibilità economiche.&#8221;</p>
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		<title>Gruppo Marcegaglia, l’accordo senza la Fiom verso il ricorso</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 13:12:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Montebello</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><i>Le decisioni prese negli stabilimenti di Forlì dell&#8217;ex presidente Confindustria non rispetterebbero il patto &#8220;per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva&#8221; stipulato in Consiglio Regionale il 28 giugno 2011. Mandini (Idv): &#8220;L’accordo separato prevede il salario d’ingresso a danno del contratto di apprendistato che nel nostro documentato è considerato fondamentale”</i></strong></p>
<div id="testoarticolo" style="text-align: center;">
<div><img src="http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/themes/ilfatto/thumb/295x0/wp-content/uploads/2012/02/marcegaglia_er.jpg" alt="" /></div>
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<div id="testoarticolo" style="text-align: justify;">L’accordo siglato il 19 marzo scorso nello stabilimento di <strong>Forlì</strong> del <strong>Gruppo Marcegaglia</strong>“non rispetta il patto regionale”. Quello “per la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva” stipulato il 28 giugno 2011 dall’Emilia Romagna, per la precisione, alla presenza di tutto il sistema economico, sociale e delle autonomi locali, riunitosi in viale Aldo Moro. A darne notizia è il consigliere regionale dell’Italia dei valori <strong>Sandro Mandini</strong>, che in un’interrogazione alla Giunta della Regione Emilia Romagna, ha sottolineato come il documento, firmato dalla direzione del colosso siderurgico e dai sindacati Cisl e Uil in maniera <strong>separata</strong>, la Cgil – Fiom non ha partecipato, violerebbe il patto sottoscritto lo scorso settembre. L’intesa interconfederale, firmata anche da <strong>Confindustra</strong>, infatti, “prevede che gli accordi sindacali hanno valenza per tutti i lavoratori solo se approvati da parte della <strong>maggioranza</strong> dei componenti delle rappresentanze sindacali unitarie elette”. Le 8 Rsu presenti in azienda, quindi, di cui però solo <strong>4</strong> l’avevano siglato. “Non ci sono quindi i termini per sottoporre tale patto” ha aggiunto Mandini.</p>
<p>Una notizia che ridimensiona il dibattito nato nei giorni scorsi a causa dell’alleanza stipulata tra la dirigenza dell’azienda, i sindacati Cisl e Uil, le istituzioni locali di Forlì e Forlimpopoli e anche il<strong>Partito Democratico</strong>. Tutti concordi nell’inserire la clausola del <strong>salario d’ingresso</strong> allo scopo di non perdere gli investimenti che la Marcegaglia avrebbe tradotto altrove qualora la firma non fosse stata apposta. Il referendum notturno, al quale avevano partecipato <strong>323 su 372 operai</strong>dello stabilimento, da cui la Fiom si era dissociata, aveva visto la vittoria dei ‘si’, anche se con un risicato 52% delle schede. Ma ora la trattativa potrebbe essere riaperta.</p>
<p>Tra l’altro, ha aggiunto in aula il consigliere Mandini, “con il patto regionale per lo sviluppo intelligente l’Emilia Romagna ha condiviso con tutte le parti sociali l’obiettivo di privilegiare l’apprendistato quale strumento di ingresso <strong>qualificante</strong> nel mercato del lavoro”. Invece, l’accordo separato del 19 marzo “prevede il salario d’ingresso a danno del contratto di apprendistato, <strong>penalizza i giovani</strong> che si affacciano nel mondo del lavoro e contrasta pienamente con le linee che la Regione adotta quotidianamente per tutelare i lavoratori e i loro diritti”.</p>
<p>A conti fatti, quindi, la situazione è ancora priva di <strong>soluzione</strong>. “Siamo molto soddisfatti dalla posizione assunta dall’Italia dei valori – ha commentato la notizia <strong>Mirco Rota</strong>, che per la Fiom segue il Gruppo Marcegaglia – fin da subito l’azienda aveva attuato un ricatto ai danni dei lavoratori, licenziando i precari per ottenere l’approvazione del salario d’ingresso che, lo ricordo, prevede una retribuzione inferiore di <strong>27.000 euro</strong> complessivi per i primi sei anni di lavoro del neoassunto. Il referendum che si è svolto in azienda non è stato affatto libero, perché qualora avessero vinto i ‘sì’, i neoassunti sarebbero stati fortemente penalizzati, mentre in caso di vittoria dei ‘no’, l’azienda avrebbe <strong>cancellato</strong> il piano di investimenti. Quindi, il Gruppo Marcegaglia avrebbe vinto comunque”.</p>
<p>In ogni caso, spiega Rota, le promesse che sottostavano alla stipula del patto non erano state rispettate. “Sul testo siglato il 19 marzo si parla di sole <strong>20 assunzioni</strong> tra il 2012 e il 2013 quando fino ad ora le cifre di cui si discuteva erano ben superiori, circa <strong>200</strong> nuovi posti di lavoro. In più – ha aggiunto il delegato – gli investimenti previsti nel documento si riferivano solo a interventi di tipo ambientale e a opere di ordinaria manutenzione, per un totale di circa <strong>9 milioni di euro</strong>. Cifra che per un colosso siderurgico è molto bassa”.</p>
<p>Probabilmente, quindi, l’azienda dovrà riaprire la trattativa e questa volta a presiedere i lavori ci potrebbe essere la Regione. Il consigliere Mandini, infatti, ha chiesto la convocazione di un <strong>tavolo d’incontro</strong> tra l’Emilia-Romagna, la direzione Marcegaglia e i rappresentanti sindacali “al fine di tutelare i lavoratori nel rispetto degli accordi stipulati”. E impegnare la Regione “ad attivarsi per monitorare l’applicazione dell’accordo raggiunto a livello regionale, al fine di riportare la situazione all’interno della normale dinamica di relazioni e di trattative tra le parti”.</p>
<p>“Non approvo il metodo d’impresa che il Gruppo Marcegaglia sta portando avanti, a Forlì ma non solo – ha concluso Mandini, promettendo un controllo costante su tutte le aziende che hanno firmato l’accordo del 28 giugno – anche a <strong>Budrio</strong> c’è stata una sanzione da parte dell’ispettorato del lavoro per condotta <strong>antisindacale</strong>. Cercano la via della rottura invece che quella del consenso e se non intervenissimo si creerebbe un precedente <strong>allarmante</strong> in tutto il territorio. Se si stipula un patto in Regione, questo va rispettato e il discorso vale per tutti”.</p>
<p>“L’intervento delle amministrazioni di Forlì e Forlimpopoli non ha portato a casa alcun tipo di impegno in termini di nuove assunzioni e di investimenti ­– ha concluso Rota – siamo fiduciosi, però, che grazie all’interessamento di questo nuovo interlocutore si riesca a ottenere un accordo<strong>equo</strong> in primo luogo per i lavoratori dell’azienda”.</div>
<div></div>
<div>Fonte: <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/04/08/gruppo-marcegaglia-laccordo-senza-fiom-verso-ricorso/203120/" target="_blank">Il Fatto Quotidiano</a></div>
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		<title>Questione Marcegaglia, intervenga la regione</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 16:15:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Montebello</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Provincia Forlì-Cesena]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto al lavoro]]></category>
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		<description><![CDATA[La questione deve essere portata a livello regionale dove le parti e le istituzioni possono confrontarsi con maggiore serenità. Se sarà necessario lo chiederemo con una mozione che nei prossimi giorni presenteremo in consiglio comunale. La discussione deve ripartire basandosi sul patto per la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, patto sottoscritto da tutti i sindacati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.emiliaromagna.italiadeivalori.it/siti/fc/wp-content/uploads/2012/04/Marcegaglia.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-10984" title="Marcegaglia" src="http://www.emiliaromagna.italiadeivalori.it/siti/fc/wp-content/uploads/2012/04/Marcegaglia-300x201.jpg" alt="" width="300" height="201" /></a></p>
<p>La questione deve essere portata a livello regionale dove le parti e le istituzioni possono confrontarsi con maggiore serenità. Se sarà necessario lo chiederemo con una mozione che nei prossimi giorni presenteremo in consiglio comunale.<br />
La discussione deve ripartire basandosi sul patto per la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, patto sottoscritto da tutti i sindacati e le associazioni di categoria. Tutte le parti in causa devono rimuovere ogni posizione ideologica e riportare la situazione all&#8217;interno della normale dinamica di relazioni e di trattative tra le parti.</p>
<p><strong>Tommaso Montebello</strong><br />
<strong> Segretario IDV Forlì-Cesena</strong></p>
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		<title>Longiano, IDV appoggia lista Aria Fresca</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Mar 2012 12:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Servizio Stampa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Amministrative 2012]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Italia dei Valori di Forlì-Cesena prende ufficialmente posizione sulle prossime elezioni amministrative di Longiano manifestando il proprio sostegno alla lista Aria Fresca. &#8220;Una vera lista civica, formata da cittadini che hanno deciso di metterci la faccia ed impegnarsi in prima persona per il governo della città.&#8221; spiega Tommaso Montebello, coordinatore Provinciale IDV. &#8220;Italia dei Valori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.emiliaromagna.italiadeivalori.it/siti/fc/wp-content/uploads/2012/03/Aria-Fresca.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-10979" title="Aria Fresca" src="http://www.emiliaromagna.italiadeivalori.it/siti/fc/wp-content/uploads/2012/03/Aria-Fresca.jpg" alt="" width="224" height="225" /></a></p>
<p><strong>L&#8217;Italia dei Valori di Forlì-Cesena</strong> prende ufficialmente posizione sulle prossime elezioni amministrative di <strong>Longiano</strong> manifestando il proprio sostegno alla lista <strong>Aria Fresca</strong>.</p>
<p>&#8220;Una vera lista civica, formata da cittadini che hanno deciso di metterci la faccia ed impegnarsi in prima persona per il governo della città.&#8221; spiega <strong>Tommaso Montebello</strong>, coordinatore Provinciale IDV. &#8220;Italia dei Valori ha deciso di non aderire alla coalizione di centrosinistra. Ci sentiamo incompatibili con la <strong>Longiano che Vogliamo</strong>, sia per le note vicende che hanno riguardato l&#8217;ex Sindaco<strong> Pascucci</strong> sia perchè Italia dei Valori in questi anni si è sempre collocata all&#8217;opposizione rispetto all&#8217;amministrazione uscente e ora non sarebbe coerente fare finta di niente ed allearci con loro.&#8221; Montebello conclude sottolineando come &#8220;il Comune ha bisogno di voltare pagina e Pasini è l&#8217;uomo giusto, concreto ed a capo di una lista di cittadini che ragionano fuori dalle vecchie logiche politiche&#8221;</p>
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